CIR. N. 2 - ACCATASTAMENTO NUOVE COSTRUZIONI - PRESENTAZIONE DEI DOCUMENTI

I.2.2. Tipo mappale (già Mod.4, ora Mod.51)

Sommario cap. I

 

È opportuno anzitutto precisare lo scopo dell'elaborato: il tipo mappale, che e l'allegato del Mod.3/SPC, ha la esclusiva funzione di rappresentare i corpi di fabbrica, la cui presenza varia catastalmente il terreno che li supporta e li circoscrive da inedificato a edificato. Correggendo pertanto una interpretazione diffusa sull'uso di questo elaborato ed un orientamento pur sperimentato, si riconosce che l'ipotesi di utilizzare il tipo mappale come strumento per acquisire, oltre che corpi di fabbrica, anche la individuazione delle porzioni di aree scoperte - esclusive e non -, si è rivelata non sempre praticabile, in quanto spesso non tutte le dividenti trovano facile rappresentazione nella mappa, e comunque inopportuna in quanto la relativa gestione trova la sua sede naturale negli atti del catasto urbano. La scrivente è venuta pertanto nella determinazione di acquisire le suindicate informazioni attraverso un elaborato di catasto urbano che consenta fra l'altro una più efficace possibilità di rappresentazione e di identificazione delle aree scoperte (§ I.3.1.).

 

Nel tipo mappale le figure dei corpi fabbricati dovranno essere definite con misure riferite ai confini del terreno interessato. La figura e le dimensioni del terreno stesso (che per brevità si indicherà nel seguito come "lotto") sono normalmente già definite in catasto sin dal momento del rilascio dell'estratto di mappa.

 

Tuttavia può verificarsi che in alcuni casi il lotto venga definito con l'elaborato stesso come stralcio da una maggiore consistenza della medesima ditta - fabbricato più area che lo circonda (v. all. 2 Fig. 1) - oppure come divisione da cielo a terra del fabbricato con o senza area scoperta (v. all. 2 Fig. 2); ovviamente le linee che definiscono il lotto devono essere quotate.

 

In ogni caso, come per i tipi di frazionamento, ove i rilievi eseguiti secondo la buona tecnica dimostrino che la forma e le dimensioni del lotto non sono compatibili con quanto risulta in mappa deve esserne data nozione secondo le formalità previste. Se inoltre il lotto sia costituito da più particelle, il professionista presentatore deve proporre la soppressione delle linee superflue, cioè di quelle linee che risulterebbero dannose per una chiara visione della situazione finale all'interno del lotto stesso, nel quale devono risultare soltanto, ben visibili, le linee rappresentative dell'edificato.

 

La parte grafica del tipo deve essere corredata, quando occorre ed analogamente al tipo di frazionamento, da un prospetto costituito dall'elenco delle particelle che formano il lotto, si da ricavare per somma la superficie complessiva, e dall'eventuale ripartizione finale della superficie totale che deve essere individuata con subalterni letterali (v. all. 3 Fig. 1 e 2).

 

Nel caso che le costruzioni - non ancora denunciate al catasto urbano - siano state rilevate e riportate in mappa per autonoma iniziativa dell'Ufficio, dovrà essere del pari presentata la denuncia Mod.3/SPC, con la stessa procedura di cui si e detto, corredata di un semplice estratto (o copia) di mappa con valore di tipo mappale, sul quale verrà apposta dal professionista la dichiarazione di rispondenza topografica.

 

Da parte dell'Ufficio (seconda sezione), dopo aver introdotto in mappa il tipo, si provvederà a sopprimere preliminarmente le particelle inutili, a controllare che l'eventuale ripartizione della superficie sia rispondente a quella indicata nel prospetto unito al tipo, ad attribuire i numeri definitivi.

 

Si ricorda che l'indirizzo da seguire nella attribuzione dei numeri di mappa è quello dettato con la "Istruzione per la formazione della mappa catastale e per l'impiego dei relativi segni convenzionali" (edizione 1970), con particolare riferimento alla Tavola IX. Va però osservato che la distinzione di particelle edilizie non disgiunte, definite dalle sole caratteristiche architettoniche o costruttive proprie (come ad esempio nelle figure 75 e 78 della Tavola su indicata), può essere considerata non necessaria o addirittura scarsamente espressiva. (v. all. 4 Fig. 1).

 

Un caso frequente pure non trattato nelle esemplificazioni della Tavola IX e costituito dalla esistenza di due o più corpi di fabbrica di rilevanza autonoma, eretti su unico lotto: sarebbe evidentemente errato "graffare" la corte ad uno qualsiasi di essi. In sintesi, se nel lotto è stato edificato un solo fabbricato - sempreché non si tratti evidentemente di una situazione transitoria - ad esso dovrà essere graffata la corte; se invece sul lotto sono stati edificati - o si possono agevolmente prevedere che siano per essere edificati - più fabbricati disgiunti, si dovrà assegnare a ciascuno di essi un distinto numero ed uno ulteriore alla corte. In qualche caso può essere tuttavia sconsigliabile considerare come distinte particelle corpi di fabbrica fisicamente disgiunti, ma funzionalmente connessi ad altri; così in particolare nel caso di impianti industriali o ville unifamiliari, per i quali è opportuno invece utilizzare un solo numero di mappa graffando tutti i corpi di fabbrica alla corte (v.all. 4 Fig. 2). Si richiama anche l'attenzione sulle porzioni sotterranee di fabbricato estese fuori dell'area di sedime: quando, come spesso si verifica, l'estensione del sotterraneo interessa il sedime di più fabbricati, non dovrà mancare il contorno punteggiato al fine di poter attribuire un distinto numero, ovviamente in parentesi (v. all. 4 Fig. 3); e appena il caso di avvertire che tale contorno ha solo una funzione topografico-descrittiva in mappa, ma non può avere alcun significato metrico apprezzabile.

 

Della evasione del tipo mappale è parte integrante la compilazione - non necessariamente la immediata registrazione, come si è già detto per le volture - della tabella delle variazioni, per la movimentazione delle particelle interessate e per il rituale passaggio a partita 1. Non fa parte invece dell'evasione della pratica in questa fase il collaudo in campagna del tipo mappale image\nota.gif.

 

I tipi mappali devono essere introdotti - si rammenta campiti parzialmente - non solo sulla mappa del catasto terreni, ma - come fatto innovativo - anche sugli abbozzi di catasto urbano. La introduzione sui detti abbozzi va fatta nel modo più semplice e speditivo, utilizzando ovunque sia possibile la stessa numerazione del catasto terreni. Solo nel caso di assoluta impossibilità potranno essere assegnati numeri diversi, ma con corrispondenza biunivoca: si dovrà allora provvedere a depennare sull'"originale" e sull'"attestato" i numeri già introdottivi come numeri di catasto terreni, sostituendoli con quelli di C.E.U.: analogamente il prospetto della dimostrazione dovrà portare una doppia colonna allo scopo di potervi riportare i corrispondenti numeri con cui le particelle sono individuate negli abbozzi di C.E.U. (v.all. 3).

 

Si deve anche compilare una schedina Mod.57 C.E.U. per il momento senza subalterni né partita, portante il riferimento del numero del tipo mappale, che deve essere quello stesso attribuito dalla seconda sezione, ed il numero della busta Mod.58, di cui al paragrafo I.2.3. (v. all. 5).