Istruzione sull’utilizzo della metodologia GPS e delle informazioni altimetriche nel rilievo catastale di aggiornamento

2.1.  Generalità

 

Una prima definizione di quota di un punto è data dalla lunghezza del tratto di verticale compreso tra il punto stesso e la superficie del geoide (coincidente, al di fuori delle terre emerse, con la superficie media del mare).

In base a questa definizione di carattere generale, si parla allora di quote assolute (o semplicemente quote) dei punti appartenenti alla superficie terrestre.

Come è altresì noto le quote assolute dei punti non sono direttamente determinabili con operazioni di misura tradizionali ma devono essere ricavate, misurando i dislivelli da punti di quota nota, mediante le operazioni topografiche che vanno sotto il nome di livellazioni.

Ad ogni buon fine, si ritiene utile riepilogare nella tabella 2.1.1 i diversi metodi di livellazione con le informazioni ad esse inerenti.

Tipo di livellazione

Distanze

Strumentazione

Precisione
(in relazione alle distanze)

Scopo tecnico prevalente

Trigonometrica

Note

Teodolite

Da alcuni cm alle decine di cm

Quote dei vertici trigonometrici

Tacheometrica

Misurate

Tacheometro e stadia

 

Alcuni cm.

Celerimensura

Clisimetrica

Note o misurate

Clisimetro

Alcuni cm.

Costruzioni stradali

Con distanziometro elettro-ottico

Misurate

Teodolite e distanziometro elettro-ottico

Alcuni cm.

Poligonale altimetrica e celerimensura

Geometrica

Incognite

Livello e stadia

Da 1 mm a qualche decimo di mm

Ricerca scientifica, Costruzioni idrauliche, ferroviarie, ecc.

Barometrica

Non necessarie

Barometri, termometri

Da 1 m. a qualche m.

Ricognizione speditiva

Tabella 2.1.1. Metodi di livellazione

 

Come già espressamente richiamato più volte nelle premesse, la metodologia GPS permette di ricavare direttamente la lunghezza del tratto di normale all’ellissoide WGS84, compreso tra il punto stesso e la suddetta superficie di riferimento geometrica; alla lunghezza di tale tratto di normale si attribuisce il nome di quota ellissoidica del punto.

Poiché la superficie del geoide e quella dell’ellissoide in generale non coincidono, le quote geoidiche dei punti differiscono da quelle ellissoidiche degli stessi punti; questa distinzione vale anche per i dislivelli fra le quote geoidiche e le quote ellissoidiche che, in generale, non coincidono. Pertanto i dati altimetrici geoidici ed ellissoidici verranno archiviati in maniera distinta.

Generalmente nelle applicazioni interessano quote e dislivelli geoidici.

Quindi in presenza di uno o più punti di quota geoidica nota, i dislivelli geoidici misurati ad altri punti, verranno utilizzati per determinare la quota geoidica di tutti gli altri punti del rilievo. Al contrario i dati altimetrici rilevati con la metodologia GPS verranno inizialmente archiviati e successivamente, quando si disporrà di un sufficiente numero di dati, trasformati in quote geoidiche.

In relazione a quanto già descritto nell’Istruzione per il rilievo catastale di aggiornamento, §2 e §16, si ritiene opportuno, ogni qualvolta si dovesse identificare  nella zona di rilevo un punto fiduciale con caratteristiche altimetriche, che il tecnico operatore esegua le misure zenitali per riferirne la quota.