A tre anni dall'entrata in vigore delle nuove procedure di aggiornamento cartografico, si incomincia a disporre di una significativa mole di informazioni relative alla mutua posizione tra alcuni vertici della maglia dei punti fiduciali.
Le informazioni di cui trattasi hanno una valenza topometrica molto variegata (funzione dell'attendibilità) oltre ad avere una distribuzione territoriale casuale, anche se percentualmente più concentrata nelle aree di espansione urbanistica, quelle cioè maggiormente interessate dall'attività di frazionamento.
Al fine di avviare l'operatività primaria connessa al collegamento di porzioni di maglia di PF alla rete trigonometrica, ciascun Ufficio Tecnico Erariale dovrà iniziare l' esame delle informazioni metriche pervenute attraverso i tipi dl aggiornamento redatti con nuova procedura. Dovranno essere, cioè, individuate le zone sulle quali attivare la ricomposizione cartografica, in funzione della quantità di informazioni raccolte e della loro valenza topometrica.
E' appena il caso di sottolineare che la ricomposizione cartografica deve seguire l' iter procedurale appresso indicato:
- estrapolazione dalla TAF delle coordinate dei PF più significativi (attendibili) fra quelli ricadenti nella zona in esame;
- integrazione dei collegamenti fra i PF esistenti e quelli eventualmente necessari al completamento della rete;
- collegamento della rete zonale di PF ai vertici trigonometrici esistenti;
- calcolo in blocco della rete dei PF vincolata ai vertici trigonometrici;
- inserimento della geometria di aggiornamento sulla base delle coordinate compensate dei PF - qualora la mappa risulti complessivamente omogenea con la rete geodetica - e/o sulla base di punti di particolare valenza catastale - negli altri casi- (vedi circolare n. 2/92).
Nelle zone di territorio in cui non si dispone di fogli di mappa numerici si procederà alle sole fasi di lavoro connesse al collegamento geodetico della maglia dei PF.
A maggior chiarimento si forniscono alcune utili indicazioni per la delimitazione delle zone di intervento:
1) la rete dei fiduciali deve avere forma regolare. Sono da evitare, ove possibile aggiungendo alcune maglie, forme allungate (nastriformi) o comunque tendenti a schemi labili (ad es. strozzature);
2) la zona interessata deve avere una rete costituita da almeno una ventina di punti fiduciali (al fine di circoscrivere una apprezzabile porzione di territorio) e non superiore a cento (per non appesantire eccessivamente le operazioni di compensazione del blocco);
3) nella zona, o ai suoi limiti, deve essere presente un congruo numero di vertici trigonometrici per consentire un corretto inquadramento della maglia dei PF nella rete trigonometrica.
L'eventuale completamento delle informazioni topometriche, già pervenute tramite atti di aggiornamento catastale, dovrà avvenire con riguardo ai seguenti punti:
1) inserire, in idonea posizione, quei punti fiduciali mancanti, a completamento della rete di progetto;
2) rafforzare le informazioni relative a mutue distanze osservate pochissime volte o con scarsa coerenza o precisione;
3) collegare il singolo blocco di punti fiduciali alla rete geodetica esistente, tramite operazioni di triangolazione, di trilaterazione o di poligonazione di precisione, prestando attenzione ad effettuare i collegamenti secondo più direzioni non sostanzialmente parallele;
4) utilizzare punti analitici con attendibilità inferiore o uguale ad 8, rideterminando i P.S.R. eventualmente presenti. E' consentito 1' appoggio ai P.S.R. nel solo caso di presenza di un numero insufficiente di altri vertici di coordinate analitiche note;
5) collegare tra loro più blocchi, quando le possibilità di calcolo o le distanze lo permettano, rilevando tutti gli eventuali punti analitici incontrati nel percorso o a contorno.
Le procedure elaborative di calcolo sono in fase di verifica da parte dello scrivente Servizio, che provvederà a coordinare le attività di cui trattasi anche mediante idonei corsi di addestramento al personale tecnico degli Uffici.
Gli Uffici dovranno presentare allo scrivente, entro il 31 marzo di ogni anno, un programma di intervento, in tale settore, redatto in funzione delle capacità operative e dei carichi di lavoro.