Con riferimento al controllo descritto nel paragrafo 3.5, si evidenzia che nelle righe di tipo 7 l’identificativo delle particelle deve essere corredato dal suffisso + se il contorno si riferisce ad un fabbricato, dal suffisso – se si riferisce al confine interno della particella, dal suffisso +– se si riferisce al confine interno di un fabbricato ed essere senza suffisso se si riferisce al confine esterno della particella.
Nei casi successivi si illustrano le diverse modalità di utilizzo delle righe di tipo 7 con l’eventuale attribuzione della superficie reale.
CASO 1
Nell’esempio della Fig.20 è mostrato il caso in cui viene interamente rilevato un contorno chiuso che rappresenta sia il confine della particella che del fabbricato. Nel Libretto delle Misure sono quindi necessarie due righe di tipo 7, la prima definisce il confine esterno della particella AAA ed è quindi senza suffisso mentre la seconda definisce il fabbricato annesso AAA+.
Alla particella AAA deve essere quindi attribuita la superficie reale in quanto interamente rilevata (Fig.21).

Figura 20 – CASO 1: Inserimento di un fabbricato-particella con nuovo numero di mappa

Figura 21 – CASO 1: Attribuzione della Superficie Reale
CASO 2
La superficie reale deve essere assegnata anche alle particelle catastali ottenute attraverso la fusione di diverse particelle o porzioni, purché il contorno del lotto così ottenuto sia stato interamente rilevato. Il caso è rappresentato nell’esempio successivo dal lotto AAD, il quale è stato definito con un’apposita riga di tipo 7 e a cui è stata assegnata la superficie reale attraverso lo Schema Ausiliario (M31FU). La superficie reale è stata attribuita anche alle particelle derivate AAB e AAC.

Figura 22 – CASO 2: Il lotto AAD è ottenuto dalla fusione di quattro derivate ed è definito da vertici rilevati

Figura 23 – CASO 2: Calcolo delle superfici relative ai contorni definiti nelle righe di tipo 7

Figura 24 – CASO 2: attribuzione delle superfici reali, direttamente per le particelle AAC e AAB e attraverso lo Schema Ausiliario per il lotto AAD
CASO 3
La particella 33, oggetto di aggiornamento nell’esempio seguente, è definita da un contorno esterno e da un contorno interno. La particella 33 viene frazionata e genera due particelle con identificativo AAA e AAB. La dividente è interamente rilevata e costituisce il confine esterno della particella AAA, rappresentato in Fig.25 con la linea rossa e definito nell’apposita riga di tipo 7. La particella AAA contiene però il confine interno della particella originaria 33, rappresentato con la linea nera in Fig.25. Questo contorno non è stato rilevato perciò non può essere attribuita la superficie reale alla particella AAA. Il calcolo della superficie racchiusa dal contorno esterno AAA infatti non è accompagnato dal calcolo della superficie racchiusa dal confine interno AAA- (Fig.26).

Figura 25 – CASO 3: Frazionamento della particella AAA con altra particella all’interno

Figura 26 – CASO 3: Nel calcolo della superficie racchiusa dal contorno AAA non si tiene conto del confine interno della particella in quanto non rilevato

Figura 27 – CASO 3: attribuzione della superficie nominale alla particella AAA
CASO 4
L’esempio esposto nelle figure successive riguarda un atto di aggiornamento in cui le particelle originarie sono state oggetto di frazionamento e alcune porzioni derivate sono state fuse in due lotti urbani contenenti un fabbricato.
Nel Libretto delle Misure sono presenti diverse righe di tipo 7. La prima indica il lotto AAB, che è stato interamente rilevato e a cui sarà attribuita la superficie reale.
Le righe successive invece definiscono i contorni dei fabbricati: il suffisso + per i confini esterni (AAB+ e AAC+) e il suffisso +- per i confini interni (AAB+- e AAC+-).

Figura 28 – CASO 4: Frazionamento e Mappale con inserimento di fabbricati con contorni interni

Figura 29 – Calcolo della superficie del lotto AAB che è stato interamente rilevato

Figura 30 – CASO 4: modello per il trattamento dei dati censuari
CASO 5
Nell’esempio successivo la particella 877 viene frazionata e due delle quattro derivate assumono la Superficie Reale in quanto interamente rilevate.
Infatti la particella AAA è definita dal contorno chiuso 1 all’esterno e dal contorno chiuso 5 all’interno (Fig.32). La superficie reale AAA viene ottenuta quindi dalla differenza fra le superfici dei due contorni. La particella-fabbricato AAB invece assume semplicemente la superficie reale definita dal contorno esterno.
Le particelle AAC e AAD non sono state interamente rilevate e quindi sono contraddistinte da superficie nominale.

Figura 31 – CASO 5: Frazionamento e Mappale con inserimento di fabbricato-particella

Figura 32 – CASO 5: calcolo delle superfici delle particelle AAB e AAA

Figura 33 – CASO 5: modello per il trattamento dei dati censuari