Come è ben noto, con la Circolare n. 2 del 26.02.1988, della Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali (oggi confluita nell’Agenzia del Territorio in applicazione del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300) sono state fornite le disposizioni per la presentazione e la trattazione degli atti geometrici di aggiornamento della mappa catastale nel quadro delle possibilità offerte dalla strumentazione topografica ad avanzato contenuto tecnologico e dai mezzi di elaborazione e di calcolo elettronici e nella prospettiva della trasposizione degli archivi cartografici in forma numerica.
Inoltre, l’Istruzione per il rilievo catastale di aggiornamento emanata contemporaneamente alla suddetta Circolare ha disciplinato l’impiego di tutte le metodologie di rilievo all’epoca disponibili, da quella per allineamenti e squadri, di più antica tradizione, a quella celerimetrica eseguita all’attualità con goniometri e distanziometri elettronici.
Alle novità introdotte sul piano della strumentazione si è accompagnata anche una nuova visione della trattazione dei dati, mirata soprattutto al mantenimento dell’informazione metrica acquisita sul terreno anche nel caso di non perfetto accordo con la rappresentazione cartografica vigente.
Tale aspetto trova la più completa evidenza nel criterio che stabilisce di considerare l’immobile oggetto della misurazione indipendente dal contesto cartografico e di acquisire gli elementi di inquadramento mediante misure riferite a punti stabili, detti punti fiduciali, della maglia contenente l’oggetto del rilievo.
Ora, fermi restando tutti i principi della precitata Circolare n. 2/1988, alcuni dei quali espressamente richiamati per una più agevole presentazione della presente normativa, l'Agenzia del Territorio, proseguendo nella strada dell’innovazione connessa con la disponibilità di strumentazione ad avanzata tecnologia, intende ampliare le possibilità operative di predisposizione e di trattamento degli atti geometrici di aggiornamento con la nuova metodologia di rilevamento satellitare (GPS) e disciplinarne l’utilizzazione in questo specifico settore a fini catastali.
Preso atto della disponibilità dei nuovi e più sofisticati strumenti informatici di gestione delle informazioni geografiche catastali, l’Agenzia del Territorio ha ritenuto di implementare la procedura PREGEO di una serie di funzionalità che consentono una completa automazione dell’aggiornamento degli archivi catastali.
Tali funzionalità sono state definite altresì nell’ottica di consentire ai tecnici professionisti di predisporre direttamente la “proposta di aggiornamento cartografico” che, superati i controlli di carattere informatico e formali, consente l’immediato aggiornamento degli archivi catastali.
L’adozione delle nuove procedure di aggiornamento comporta in sostanza rilevanti novità, sia per quanto concerne l’organizzazione delle strutture interne degli Uffici provinciali, sia per l’operatività dei tecnici professionisti, che diventano sempre più protagonisti del processo di aggiornamento degli archivi catastali.
Le premesse per il decollo delle nuove modalità di aggiornamento sono state già poste dall’Agenzia del Territorio nel corso dell’anno 2002 attraverso l’adozione del nuovo sistema cartografico WEGIS presso tutti gli Uffici; ciò ha concretamente uniformato le modalità di aggiornamento della cartografia catastale su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dal formato della cartografia digitale stessa (vettoriale o raster).
Occorre, tuttavia, far presente che una parte residuale del patrimonio cartografico catastale permane ancora nel formato cartaceo in attesa dell’acquisizione informatica; pertanto, per quest’ultima fattispecie la presente Disposizione operativa nulla innova rispetto alla normativa pre-vigente.
Per quanto riguarda gli aspetti del rilievo topografico, l’esigenza di adeguare la normativa discende dalla diffusione che la metodologia satellitare sta acquisendo anche nei rilevamenti di dettaglio, tra cui quelli catastali, e, soprattutto, della nuova posizione che la metodologia va sempre più assumendo nella realizzazione delle reti di inquadramento geodetico e topografico e nella definizione dei nuovi sistemi di riferimento cartografico a livello nazionale e internazionale. La metodologia di rilevamento satellitare GPS, infatti, ha già occupato per questi aspetti una posizione di grande importanza, per la determinazione della nuova rete geodetica nazionale (IGM95) e della rete primaria dei Punti Fiduciali catastali.
Appare pertanto naturale regolamentare l’impiego della metodologia satellitare anche nel settore del rilevamento di dettaglio catastale che costituisce la più puntuale acquisizione delle informazioni metriche sul terreno ai fini dell’aggiornamento delle mappe catastali.
Queste problematiche, ben documentate nella letteratura tecnica facilmente reperibile, sono richiamate nell’Istruzione emanata contemporaneamente alla presente Disposizione operativa, e sono esaminate limitatamente agli aspetti che interessano la trattazione degli atti geometrici di aggiornamento catastale.
Infine, per avviare la concreta attuazione delle disposizioni del D.M. 2.01.1998 n. 28, che all’art. 16, comma 2, prevede l’altimetria quale aspetto dell’informazione metrica delle mappe catastali, sono state definite le procedure per l’acquisizione nella banca dati catastale dei dislivelli di alcuni punti oggetto del rilievo di aggiornamento.
Il calcolo degli elementi topografici acquisiti con rilevamento satellitare GPS e/o con misure altimetriche è completamente affidato alla nuova versione della procedura elaborativa PREGEO che accompagna la presente normativa.
Contestualmente all’emanazione della presente Disposizione operativa, l’Agenzia del Territorio ha redatto un nuovo documento tecnico che integra la richiamata Istruzione per il rilievo catastale di aggiornamento, per gli aspetti inerenti il rilevamento con metodologia satellitare e le informazioni altimetriche e di determinazione dei dislivelli.
Tutti gli aspetti precedentemente indicati risultano pertanto regolati dai successivi paragrafi che disciplinano nell’ordine:
La proposta di aggiornamento cartografico;
Il rilevamento con metodologia satellitare
Le informazioni altimetriche e la determinazione dei dislivelli
La predisposizione del file PREGEO