Come già disposto con la Circolare n. 1 del 15 gennaio 2007, alla verifica della coerenza dell'intestazione catastale indicata dalla parte ed all'apposizione di eventuali riserve, si provvederà al momento dell'accettazione della pratica Docfa e non durante la fase di approvazione del tipo mappale. Di fatto, con le nuove procedure, si procede all'iscrizione al Catasto Edilizio Urbano (al momento nei soli cinque uffici ove tale prassi sperimentale è operativa) di una speciale tipologia immobiliare transitoria denominata F6 (fabbricato in attesa di dichiarazione), in carico alla medesima ditta iscritta al Catasto Terreni per le particelle sulle quali insiste la nuova costruzione. Si tratta di un mero trascinamento della ditta da un archivio all'altro, salvo I'indicazione di una specifica annotazione nei casi in cui esista un disallineamento, su base dichiarativa della parte, tra i due archivi.
E' il caso, però, di evidenziare come sia tuttavia importante, in fase di compilazione del tipo mappale, che il professionista incaricato indichi correttamente la ditta da iscrivere al Catasto Edilizio Urbano, soprattutto nei casi in cui esista un disallineamento con la ditta presente al Catasto Terreni.
Qualora, dai controlli eseguiti in fase di accettazione di una pratica Docfa, si dovesse evidenziare un errore concernente I'indicazione della ditta nella compliazione del tipo mappale, per la continuità storica dei documenti depositati in catasto, è necessario che i soggetti interessati producano un'istanza di rettifica, in bollo, indirizzata al competente Ufficio Provinciale e corredata della relativa documentazione, ove necessaria, nella quale sia evidenziata la ditta erroneamente indicata e quella corretta della quale si chiede I'acquisizione.
Tale prassi si applica anche ai casi in cui il tipo mappale, erroneamente compilato per i dati della ditta da iscrivere al Catasto Edilizio Urbano, non dia luogo alla costituzione della tipologia catastale F6.